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Quando un detto popolare si fonde alla tradizione

Alzi la mano chi non ha mai sentito il detto popolare a San Martino tutto il mosto diventa vino.

Incamminiamoci insieme nella sua storia…

San Martino ricorre l’11 novembre ed è un giorno particolare: una vera e propria festa di tradizione agricola; è il giorno che coincide con la fine dell’annata agraria, in cui si produce e si assapora il vino novello.

Ma facciamo un passo indietro, o meglio due.  Settembre è per antonomasia il periodo dell’anno della vendemmia: un rito antico raggruppa tutti i componenti  della famiglia, che si dedicano alla raccolta dell’uva dai propri vigneti.

Raccolta dell’uva, pigiatura e fermentazione sono alcune delle fasi della vendemmia, naturalmente al giorno d’oggi con le nuove tecnologie il tutto acquisisce una diversa percezione ma ciò non toglie alcun fascino a questa ricorrenza, non la prima dei suoi valori e dei suoi profumi.

Ed è a San Martino che dal mosto della vendemmia vede la luce il vino nuovo. Per molti è una ricorrenza di festa, ci si riunisce e la tavola viene imbandita con vino novello, castagne e carne arrosto. Piccoli paesini e centri storici si sarebbero riempiti di luminarie e sagre per omaggiare una tradizione così nota anche quest’anno se questa situazione strana e inconsueta non avesse mischiato le carte.

 

Ma chi era San Martino? Un soldato valoroso di origine ungherese al quale è legata una storia miracolosa. Un giorno il soldato donò metà del suo mantello e dei suoi viveri ad un povero, ma il giorno dopo il suo mantello tornò ad essere intero. Scosso dall’accaduto, egli si convertì al Cristianesimo, divenne uomo di profonda fede e preghiera, fino a divenire vescovo di Tours.

Per il suo ampio gesto di generosità ricevette come dono la cosiddetta estate di San Martino ovvero delle giornate particolarmente calde a metà novembre in cui il  mosto diventa vino.

 

In tempi antichi era una festività molto religiosa, ma con il passare degli anni ha acquisito un diverso significato, più goliardico, questa ricorrenza infatti viene festeggiata in diverse parti dell’Europa, in diverse zone dell’Italia e in Puglia in particolare modo in Salento.