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Alla scoperta dei trulli: tra vita e mistero

La Puglia è una terra che con i suoi colori ricorda la tavolozza di un pittore: l’azzurro del cielo e del mare, il marrone intenso della terra, il verde degli ulivi;

ebbene, una volta delineato questo scenario, i nostri occhi vengono rapiti dal bianco e dal grigio o meglio dalla calce e dalla pietra presenti in determinati paesaggi in cui padroneggia una struttura su tutte: il trullo.

Alberobello è il paese pugliese, sito dell’UNESCO, con la percentuale più alta di trulli costruiti, se ne contano circa 1500; ma, in realtà, ritroviamo tali costruzioni sparse in tutta la Valle D’Itria.

Ad oggi conservano ancora quel fascino immutato lungo il corso dei secoli, basti pensare che la tecnica risale all’età del bronzo. I trulli erano ripari temporanei o piccole abitazioni dei lavoratori agricoli, che seguivano e seguono tuttora una tecnica edilizia ben precisa: all’interno, definita la muratura, si passa alla parte alta dove emergono gli anelli di pietra che seguono una forma circolare sino a giungere il picco.

Sia la muratura di sostegno che il cono interno vengono imbiancati con la calce, antico rimedio che i nostri antenati utilizzavano come disinfettante. Il cono del trullo, visto dalla parte esterna, è un’esplosione di storia mista a esoterismo: rivestito dalle cosiddette “chianche”, vi è un’iscrizione in cenere bianca o in calce e il pinnacolo che svetta alla sua sommità era posto per scacciare la sfortuna.

E proprio la purezza del bianco e il simbolo che svetta sui coni dei trulli hanno ultimamente riacquisito particolare fascino poiché mescolano antiche credenze, mitologia e religione. Tali iscrizioni venivano scelte dai proprietari per la protezione della casa-trullo, tra i più conosciuti vi sono: il simbolo primitivo, una croce raggiata che rappresenta la spiritualità; il simbolo cristiano, il simbolo del Sole-Cristo; il simbolo magico, i tre cerchi che rappresentano il sole, l’occhio sacro, la vita.

Il trullo, come si è visto, non è solo il rifugio utilizzato dall’uomo, ma un vero e proprio equilibrio tra vita e mistero. Di fronte a tale avvenenza si può solo dire che la bellezza non invecchia anzi si rinnova nel tempo.

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